Amare la musica

Spesso me lo chiedo. Cosa sarei senza musica? Cosa saremmo tutti noi senza musica?

Un bel quesito. Nessuna risposta.

Magari ora non scriverei canzoni insieme alla mia chitarra.. Sarei dietro al bancone di un bar a preparare caffè e cappuccini, ingozzando di cornetti alla crema vecchie signore dopo la messa della domenica, continuando a dire alle persone incontinenti che il bagno è dopo il corridoio, sulla sinistra. O magari dietro ad una scrivania, a prendere impronte digitali del dito indice ai residenti del mio comune, per le nuove carte d’identità elettroniche.

Ma che differenza farebbe saperlo? Nessuna, credo. Se solo fosse facile come bere un bicchiere d’acqua.

Amare la musica sembra facile, naturale.. ma non lo è affatto. Amare la musica è complicato, è complesso. Un amore come quello di Romeo e Giulietta, dove la società che abbiamo creato prende il ruolo delle famiglie dei due giovani amanti. Amare la musica è deleterio e meraviglioso.

Per amare la musica bisogna essere forti e determinati. Non bisogna mollare alla prima difficoltà, e neanche all’ennesima. Si vive sempre sul filo del rasoio, in bilico, fra il concreto e l’astratto. Si convive con uno stato perenne di estasi ed insoddisfazione, che, chi non la vive come la vivi tu, non può capire e ti guarda storto.

Mi chiamo Riccardo Mazzon, ho 26 anni e sono un cantautore, e mia madre è felice che lo sia. Studio musica da quando sono entrato nella fase adolescenziale e scrivo canzoni da qualche anno. Il 12 settembre è uscito il mio primo album, Lo Spazio del Silenzio, che se non avete ancora ascoltato, vi consiglio di farlo.. magari non è l’album più bello del mondo, ma è sincero e nato da quell’amore di cui parlo sopra.